La previsione sommativa – Parte Prima

maggio 24, 2013 | 1 Commento

Quello che esponiamo è una delle tecniche di Fabarri che rimase inedita (forse perché soltanto abbozzata) e rappresenta uno dei momenti topici del suo cammino nel mondo della ciclometria. Ne rendiamo noto il contenuto a cui, dopo lunghi studi, abbiamo apportato alcune modifiche al fine di attualizzare il procedimento e renderlo maggiormente remunerativo. Ecco, di seguito, il testo originario:


“La scoperta della Previsione Sommativa rappresenta solo un piccolo passo avanti nello studio delle innumerevoli armonie di cui è espressione il tessuto estrazionale. La ricerca di formazioni che presentino determinati requisiti caratterizza, da sempre, il nostro operato. Questa teoria, di cui traspongo a beneficio dei miei discepoli i passi fondamentali, apre le porte ad un nuovo tipo di esame delle estrazioni. Queste manifestazioni di valori sommativi comuni o reciproci a coppie di numeri determina, nel breve volgere di poche estrazioni, esiti veramente interessanti, soprattutto per il gioco di ambo. La chiave del movimento dei numeri va, come più volte abbiamo detto, ricercata nel tipo di formazioni e gruppi particolari che tendono a ripetersi nella successione delle estrazioni.

Nel corso degli anni si è resa sempre più manifesta una regola che determina lo scorrere dei numeri: il valore somma di coppie di ambi tende a ripetersi su ruota o su coppie di ruote a patto che, a monte, venga individuata la regola che ne determina il sortire in particolari situazioni estrattive. Nel modo più semplice possibile e, servendomi di esempi utili a supporto della teoria, passo ad illustrare a chi mi segue come procedere al ricavo della previsione.

Il 4/5/1968 esce a Napoli l’ambo 11-82. Esso è formato da un numero dispari ed un numero pari. Se volessimo calcolarne un ambo che presenti la medesima misura (19) rispettandone la proporzione numerica dovremmo dividere per 2 i numeri che lo compongono. Se, infatti, moltiplicassimo per 2 gli elementi non rispetteremmo più il criterio proporzionale: 11 x 2 = 22                         82 x 2 = 164 con il fuori 90 = 74                       22-74 = distanza 38 

In casi del genere bisogna operare con criterio matematico. Il primo numero, essendo dispari, va moltiplicato per 2, mentre il secondo numero (generalmente quello maggiore) va diviso per 2. Infatti:

11 x 2 = 22           82 : 2 = 41            41-22 = distanza 19

Orbene, nella stessa estrazione, precisamente sulla ruota di Torino, troviamo estratto proprio l’ambo 41-22. Operando analogamente a quanto visto prima avremo: 41 x 2 = 82        22 : 2 = 11

Questa sortita di due ambi che, possiamo definire, sono transitivi, ovvero uno rappresenta lo sviluppo proporzionale dell’altro, ci segnala che, su una delle due ruote di rilevazione, avremo sicuramente una ripetizione degli elementi noti. In particolare si manifesterà l’11 o l’82 su Torino e il 22 o il 41 su Napoli. Ed infatti, alla successiva estrazione dell’11 maggio 1968, su Napoli esce 41 e su Torino esce 82. Non solo. La intera quartina formata dai numeri 11-82-41-22 tenderà a riprodurre un ambo sulle due ruote in esame. A sostegno della nostra teoria ecco uscire a Torino, dopo 8 estrazioni, il 28/6/1968, l’ambo 41-82. Va detto che, a tutte, bastano solo due estrazioni per l’uscita dell’ambo 22-82 su Genova, in data 25/5/1968, replicata al colpo successivo su Milano dall’uscita dello stesso ambo 22-82. Tendenzialmente si osserva che, quasi sempre, a manifestarsi è l’ambo formato da un numero e dal suo doppio, per cui il gioco, volendo, si può ridurre anche ai soli due ambi secchi, che nel caso in esame sarebbero stati 11-22 e 41-82, ampliando il gioco anche a tutte per abbreviare i tempi di sfaldamento.

Questa teoria è ben applicabile anche a estrazioni diverse come il successivo esempio dimostra.

Estrazione del 4/5/1968: Cagliari 7-33
Estrazione dell’11/5/1968: Venezia 14-66

Lo sviluppo del primo ambo è dato da 7 x 2 = 14 e 33 x 2 = 66, il secondo da 14 : 2 = 7 e 66 : 2 = 33

La sortita di uno dei 4 numeri individuati, molto spesso, fa da segnale all’uscita dell’ambo e, personalmente, consiglio di utilizzare questo segnale per un proficuo gioco speculativo. Nel nostro caso, in data 8/6/1968 esce su Venezia il numero 66 facendo da segnale all’avvio del gioco di ambo con la quartina 7-14-33-66. I frutti si raccolgono dopo 7 estrazioni, in data 27/7/1968, con l’uscita, proprio su Venezia, dell’ambo 7-66.”


Purtroppo, la stesura dello scritto si conclude qui. E’ uno degli “incompiuti” del grande autore. Seguono altre pagine dense di appunti numerici, ancora oggi indecifrabili non avendo connessione alcuna con l’argomento della lezione riportata (probabilmente semplici annotazioni dell’autore fissate su altri gruppi particolari e altre situazioni estrazionali rilevate al momento dell’esame del metodo che stava sviluppando), gruppi e numeri estratti con le medesime caratteristiche degli esempi che sono stati riportati a supporto della teoria. Non sapremo mai con che parole egli avrebbe concluso questo scritto. Ci piace immaginare che, come era solito fare, avrebbe completato quest’opera con un ennesimo incitamento all’approfondimento e allo studio ulteriore di quanto egli avesse già individuato.

Questa lezione privata del Fabarri, scritto rarissimo in possesso di pochi studiosi, non è mai stata completata o divulgata, almeno per le notizie in mio possesso, da alcuno. E’ sicuramente una delle intuizioni più profonde del grande studioso, la cui applicazione, anche nella sola originaria procedura, come vedremo, rimane ancora validissima ed attuale. In questo studio, Fabarri, comincia ad introdurre un concetto di proporzionalità degli ambi “di costruzione”, ovvero ambi ricavabili da una coppia di numeri prescelta in partenza.

Alcune osservazioni, chiaramente, sfuggono allo stesso autore, ma non sono sfuggite a noi come, nei nostri successivi interventi illustreremo. Sicuramente siamo in presenza di una attentissima valutazione del quadro estrazionale, si badi bene fatta senza l’ausilio di alcun supporto informatico (cosa che facilita moltissimo gli studi odierni), basata sulla semplice osservazione di fenomeni numerici che tendenzialmente si riproducevano con frequenza notevole. Il rapporto scoperto da Fabarri, in sostanza, richiama ed anticipa alcune nostre teorie (negli anni scorsi pubblicate sulle principali testate editoriali del settore) che evidenziavano la capacità riproduttiva delle somme di formazioni che, all’epoca, chiamammo convergenti o equivalenti. Attraverso le indicazioni e le considerazioni dell’autore abbiamo sviluppato, come facciamo di solito, degli aggiornamenti e delle migliorie procedurali che andiamo ad illustrare a beneficio degli utenti.

Quanto identificato da Fabarri ci sarà di guida per le nostre successive elaborazioni. Anzitutto consiglio, per una immediata individuazione delle formazioni che torneranno utili alla elaborazione delle previsioni, di trasformare ogni estrazione, calcolando, per ciascun numero, il valore doppio (moltiplicando per 2 i numeri dispari) o la sua metà (dividendo per 2 i numeri pari). Siccome utilizzeremo gli stessi esempi dell’autore, proponiamo le estrazioni del 4,11 e 18 maggio 1968 trasformate secondo questi criteri:

Previsione Sommativa-fabarri-tecniche inedite fabarri

Utilizziamo i due esempi proposti da Fabarri nella stesura originaria del procedimento. Cominciamo dal primo. Il 4/5/1968 esce a Napoli l’ambo 11-82 mentre a Torino sorte l’ambo 41-22.

Sono esattamente uno il prodotto dell’altro. Infatti abbiamo:

11 x 2 = 22           82 : 2 = 41                           22 : 2 = 11            41 x 2 = 82

Ora se ne calcoli, rispettivamente, la somma:

11+82 = 93-90 = 3                            22+41 = 63

La distanza base dei due ambi è pari al valore 19 (82-11 = 71 e 90-71 = 19 / 41-22 = 19).

Operiamo una progressione distanziale sui due valori sommativi calcolati:

3 + 19 = 22.74                    63 + 19 = 82.44

Abbiamo ricavato quattro numeri, di cui due, il 22 e l’82 sono già noti facendo parte della formazione biambica iniziale e vanno scartati, e due nuovi elementi il 74 ed il 44. Ora non dovremo far altro che attendere l’uscita di entrambi i nuovi numeri ottenuti: sortiti entrambi, metteremo in gioco sulle due ruote interessate gli stessi elementi e i due valori sommativi, nel caso in esame, praticamente la quartina 3-63-44-74 per la sorte di ambo e terno. Il numero 74 si presenta il 22/6/1968 sulla ruota di Torino, mentre il 44 esce, sempre su Torino, nella estrazione del 31/8/1968. Da tale data si sarebbe iniziato il gioco che, in occasione della estrazione del 7/12/1968, dopo 14 colpi, avrebbe prodotto la vincita dell’ambo in quartina con i numeri 3-44.

Passiamo al secondo esempio di Fabarri, relativo a formazioni sortite in estrazioni diverse.

Estrazione del 4/5/1968: Cagliari 7-33

Estrazione dell’11/5/1968: Venezia 14-66

Lo sviluppo del primo ambo è dato da 7 x 2 = 14 e 33 x 2 = 66, il secondo da 14 : 2 = 7 e 66 : 2 = 33

Operiamo la somma:

7+33 = 40            14+66 = 80

In questo caso abbiamo ambi che presentano una distanza di base diversa. Infatti per l’ambo 7-33 la distanza è 33-7 = 26, mentre per l’ambo 14-66 la distanza è 66-12 = 52 da cui 90-52 = 38. Operiamo la progressione distanziale utilizzando le singole distanze relative alle due somme:

40 + 26 = 66.14                  80 + 38 = 28.42

Il 42 esce il 25/5/1968 su Venezia, praticamente a colpo, mentre il 28 ci regala un’amara sorpresa ! Esce infatti, il 22/6/1968 abbinandosi al 42 ed al 40 sfaldando il clamoroso terno 28-42-40 !!!

Chiaramente in casi del genere la previsione non va messa in gioco sulle due ruote di base ma, ragionevolmente, può essere puntata a tutte. E dopo 9 estrazioni, esce a Milano (ruota diametrale di Venezia, tra l’altro ….), l’ambo 28-40 !

Cosa vuol dire questa situazione riscontrata per ultima ? Che, non di rado, basta la sortita di solo uno dei due numeri ricerca per avviare il gioco.

Se l’avessimo fatto in questa occasione, avremmo vinto un terno in quartina a ruota fissa ….

Category: Tecniche di previsione - Lotto

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