Storia della Ciclometria – Parte Seconda

gennaio 13, 2013 | 0 Commenti

Quanto abbiamo affermato potrebbe avere dell’incredibile per quanti sono soliti giocare al lotto i numeri dei sogni, della cabala o semplicemente i numeri ritardatari o i propri numeri fortunati, ma se seguirete attentamente quanto andremo ad illustrare in questa piccola storia della ciclometria, scoprirete con i vostri occhi che quanto andremo ad affermare corrisponderà inevitabilmente a verità.

Dobbiamo ancora puntualizzare alcune suddivisioni dei 90 numeri. Alla base di queste suddivisioni vi è sempre una distanza ciclometrica specifica. In particolare, per convenzione, si sono raggruppati i 90 estratti in delle “squadre” che presentano precise caratteristiche. Esse sono:

  • Gli AMBI DIAMETRALI : sono ambi in cui un numero è “distanteesattamente 45 unità dall’altro. Vengono definiti DIAMETRALI in quanto “lo spazio” intercorrente tra essi è il massimo spazio possibile, vale a dire 45, che coincide con il “diametro” della ipotetica circonferenza su cui i 90 numeri sono disposti (TABELLA 1)
  • Gli AMBI SIMMETRICI : sono ambi in cui un numero è “distante30 unità dall’altro e si raggruppano nelle cosiddette TERZINE SIMMETRICHE o A PASSO 30, ognuna delle quali esprime 3 ambi simmetrici (TABELLA 2)
  • Gli AMBI PENTAGONALI : sono ambi in cui un numero è “distante18 unità dall’altro e si raggruppano nelle cosiddette CINQUINE PENTAGONALI o A PASSO 18, ognuna delle quali esprime 10 ambi pentagonali (TABELLA 3)
  • Gli AMBI ESAGONALI : sono ambi in cui un numero è “distante15 unità dall’altro e si raggruppano nelle cosiddette SESTINE ESAGONALI o A PASSO 15, ognuna delle quali esprime 15 ambi esagonali (TABELLA 4)

ciclometria

Le tecniche visive o di ripetizione e quelle di calcolo

Nelle pagine precedenti abbiamo indicato delle fondamentali valutazioni che sono alla base della CICLOMETRIA. Chiarito come deve essere inteso il concetto di distanza ciclometrica, cos’è il vincolo della isotopia e quali sono le formazioni che generano gli ambi diametrali, simmetrici, pentagonali ed esagonali, a partire da questa puntata entreremo “nel vivo” dell’argomento illustrando delle tecniche di previsione che, solitamente, vengono definite “elementari”. Con lo scorrere degli esempi, quando anche i neofiti avranno raggiunto una certa dimestichezza, affronteremo, mano a mano, anche argomenti leggermente più complessi ma sempre illustrati con chiarezza e dovizia di esempi e riferimenti.

Una ulteriore puntualizzazione è doverosa: i procedimenti ciclometrici si dividono sostanzialmente in due categorie:

  • tecniche visive o di ripetizione : sono tecniche in cui non si effettuano operazioni di calcolo ma in cui ci si limita ad osservare la disposizione degli estratti considerati
  • tecniche di calcolo : sono tecniche in cui, per ottenere la previsione, deve essere effettuato uno o più calcoli

Per cominciare, anche in ossequio a quanto il Fabarri (illustre studioso scomparso nei primi anni ’80, a ragione considerato il padre della ciclometria) espose oltre trent’anni fa dalle pagine della rivista (non più pubblicata) “La Fortuna al lotto”, cominceremo con il proporre una tecnica di calcolo. Essa si basa sulla sortita di terne di numeri che presentino una equidistanza. Per meglio capire si osservi la seguente tabella:

18
12
30
12
42

Abbiamo, per ipotesi, una terna di numeri composta da 18-30-42. Come si evince dalla disposizione progressiva è presente una equidistanza del valore 12 che è, per l’appunto, la distanza ciclometrica che passa tra il numero 18 e 30 (30-18 = 12) e tra il numero 30 e 42 (42-30 = 12).

Quando escono queste terne di numeri su una medesima ruota siamo in presenza di un importantissimo fattore attrattivo che determina il calcolo di una previsione che raramente fornisce esiti negativi. In pratica ci troviamo di fronte ad una figura che comincia a presentare i caratteri propri di una formazione simmetrica: questo è dovuto al fatto che la nascente figura presenterà due lati che sono tra loro identici, o per meglio dire, hanno la medesima misura o distanza. In queste condizioni si è osservato che il vertice opposto della figura quadratica che si determina, e che nella fattispecie è costituito dal numero diametrale del vertice base del triangolo (praticamente il numero centrale della terna ordinata), si riproduce con sorprendente regolarità sulla ruota di base e tende, per la sorte di ambo, a presentarsi a tutte con i valori somma comuni dei lati eguali o con il loro doppio. Per rendere anche geometricamente questo evento, si osservi il seguente Grafico:

ciclometria

Nell’esempio riportato, il vertice opposto è costituito dal numero 75 che è diametrale del 30 a sua volta vertice della terna 18-30-42 o del triangolo isoscele che con tali numeri si può costruire. La figura finale, pertanto, presenta criteri di massima armonia in quanto i lati sono a due a due eguali (con distanza 12 per i lati minori e distanza 33 per i lati maggiori) e con la somma delle distanze che, nel suo complesso, assomma al valore 90 (33+33+12+12 = 90).

Veniamo, adesso, a degli esempi concreti, relativi ad estrazioni reali:

  • 8/11/2003 – Ruota di Bari : estratti 43-9-65 che determinano gli ambi equidistanti 9-43 e 65-9, entrambi di distanza 34. Il numero centrale della terna, ovvero il numero ripetuto, è il 9 il cui diametrale è 54. La somma comune dei due ambi è data da:
    9+9 = 18                       43+65 = 108-90 = 18         il cui doppio è 18+18 = 36

La previsione finale era composta dall’ambata 54 e dagli ambi secchi 54-18 / 54-36 in gioco su Bari e tutte per un massimo di 9 estrazioni.

Esito: al 4° colpo ambata 54 su Bari, al 5° colpo ambo secco 54-36 su Venezia (tutte) !

  • 8/11/2003 – Ruota di Venezia : estratti 75-50-25 che determinano gli ambi equidistanti 75-50 e 50-25, entrambi di distanza 25. Il numero centrale della terna, ovvero il numero ripetuto, è il 50 il cui diametrale è 5. La somma comune dei due ambi è data da:
    50+50 = 100-90 = 10                 75+25 = 100-90 = 10         il cui doppio è 10+10 = 20

La previsione finale era composta dall’ambata 5 e dagli ambi secchi 5-10 / 5-20 in gioco su Venezia e tutte per un massimo di 9 estrazioni.

Esito: a colpo ambata 5 su Venezia !

  • 3/12/2003 – Ruota di Cagliari : estratti 76-6-26-56 che determinano due distinte previsioni:
  1. 76-6-26 determinano gli ambi equidistanti 76-6 e 6-26, entrambi di distanza 20. Il numero centrale della terna, ovvero il numero ripetuto, è il 6 il cui diametrale è 51. La somma comune dei due ambi è data da:
    6+6 = 12                       76+26 = 102-90 = 12         il cui doppio è 12+12 = 24

La previsione finale era composta dall’ambata 51 e dagli ambi secchi 51-12 / 51-24 in gioco su Cagliari e tutte per un massimo di 9 estrazioni.

Esito: a colpo ambo secco 51-24 su Torino (tutte) !

  1. 76-6-56 determinano gli ambi equidistanti 76-6 e 76-56, entrambi di distanza 20. Il numero centrale della terna, ovvero il numero ripetuto, è il 76 il cui diametrale è 31. La somma comune dei due ambi è data da:
    6+56 = 62     76+76 = 152-90 = 62         il cui doppio è 62+62 = 124-90 =  34

La previsione finale era composta dall’ambata 31 e dagli ambi secchi 31-62 / 31-34 in gioco su Cagliari e tutte per un massimo di 9 estrazioni.

Esito: al 2° colpo ambo secco 31-62 su Bari (tutte) !

Potremmo continuare con decine e decine di prove positive ma per ragioni di spazio ci limitiamo ad affermare che, in condizioni ottimali (ovvero quando non si presentano sfaldamenti anticipati nelle 5-6 estrazioni precedenti quella di calcolo e quando il capo gioco non è un numero che ritardi da oltre 75 estrazioni), il procedimento vince in 9 casi su 10 almeno l’ambata ed in 6-7 casi su 10 quanto meno l’ambo a tutte.

Category: Storia della ciclometria

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